
Un conto corrente pubblicizzato come gratuito può costare più di un conto con canone mensile. La differenza dipende dalle commissioni applicate alle operazioni, dalle carte associate, dai servizi accessori e dalle condizioni necessarie per mantenere eventuali agevolazioni.
Per capire quali commissioni bancarie incidono davvero sul costo annuale bisogna distinguere le spese inevitabili da quelle legate alle abitudini personali. Un correntista che effettua soprattutto pagamenti digitali può avere costi molto diversi da chi preleva spesso contanti, utilizza lo sportello o dispone bonifici internazionali.
Il confronto più attendibile parte dalle spese effettivamente sostenute durante un anno e prosegue con la simulazione delle stesse operazioni sui conti alternativi.
Il canone pubblicizzato, da solo, non basta. Occorre considerare anche il costo delle carte, le commissioni per operazione, gli eventuali servizi aggiuntivi e l’imposta di bollo quando dovuta.
Commissioni bancarie: cosa sapere subito
- Il costo annuale reale comprende canoni, commissioni sulle operazioni, servizi accessori e imposte applicabili.
- Il Riepilogo delle spese permette di identificare quanto è stato effettivamente pagato nell’anno.
- Un conto più conveniente si individua confrontando le tariffe sul proprio utilizzo, non soltanto il canone dichiarato.
- Perché un conto a canone zero può avere commissioni elevate sulle singole operazioni?
- Come stimare quanto paghi in commissioni bancarie durante un anno?
- Commissioni a consumo o pacchetto incluso: quale conviene se fai molte operazioni?
- Quali commissioni controllare prima di fare un bonifico urgente o un prelievo particolare?
- Quando le commissioni bancarie diventano abbastanza alte da valutare un cambio banca?
- Come stimare quanto risparmi ogni mese con bonifici e pagamenti senza commissioni?
- Come calcolare il costo fisso annuale di un conto includendo carte e servizi associati?
- Spese di mantenimento del conto: come capire quanto costa davvero tenere aperto il rapporto?
Perché un conto a canone zero può avere commissioni elevate sulle singole operazioni?
Un conto a canone zero elimina il costo periodico di tenuta del rapporto, ma non necessariamente le commissioni sulle operazioni. La banca può applicare tariffe a bonifici, prelievi presso altri istituti, servizi allo sportello o comunicazioni. Di conseguenza, un conto gratuito nella gestione ordinaria può diventare costoso per chi utilizza frequentemente servizi non inclusi.
La distinzione fondamentale riguarda le due categorie di spesa:
- Costi fissi: importi dovuti indipendentemente dal numero di operazioni, come eventuali canoni delle carte, servizi in abbonamento e imposta di bollo quando applicabile.
- Costi variabili: commissioni che dipendono da frequenza, importo, canale e tipologia delle operazioni.
Come chiarisce l’approfondimento della Banca d’Italia sui costi del conto corrente, la spesa effettiva dipende dai servizi utilizzati e dal numero delle operazioni effettuate.
Un esempio ipotetico mostra quanto possa incidere una singola abitudine. Un conto senza canone che applica 2 euro a ogni prelievo presso un’altra banca produce 48 euro di commissioni annuali per due prelievi mensili.
Un conto alternativo con canone di 3 euro al mese e prelievi inclusi costerebbe invece 36 euro annui per queste sole voci. Il secondo risulterebbe meno costoso nello scenario descritto, ma soltanto dopo aver verificato le altre spese.
Occorre inoltre leggere le condizioni delle promozioni. La gratuità può dipendere dall’età, dall’accredito dello stipendio, da una giacenza minima oppure da un periodo iniziale agevolato. Una volta terminata l’esenzione, il costo cambia.
Un controllo rapido consiste nel registrare per un mese bonifici, prelievi e operazioni allo sportello. Per ogni voce bisogna verificare se sia inclusa, gratuita entro un limite oppure sempre a pagamento.
La gratuità ha valore soltanto se riguarda i servizi effettivamente utilizzati. Il passo successivo consiste nel misurare quanto queste voci incidano su un intero anno.
Come stimare quanto paghi in commissioni bancarie durante un anno?
Per stimare le commissioni bancarie annuali occorre sommare le spese fisse, le commissioni sulle operazioni abituali e gli eventuali costi occasionali sostenuti nei dodici mesi. Il documento più utile è il Riepilogo delle spese fornito dalla banca, perché raggruppa gli importi effettivamente addebitati e permette di distinguere le diverse categorie.
Il procedimento comincia dalla documentazione bancaria. In particolare, sono utili:
- Il Riepilogo delle spese, che presenta i costi effettivamente sostenuti nel periodo di riferimento.
- Il Documento di sintesi, che riepiloga le condizioni contrattuali applicabili al cliente.
- Il Documento informativo sulle spese, utile per confrontare le caratteristiche economiche di offerte differenti.
- Gli estratti conto, che consentono di verificare quando e per quali operazioni sono stati effettuati gli addebiti.
Il Riepilogo delle spese non deve essere confuso con il Documento informativo sulle spese: il primo ricostruisce quanto pagato, mentre il secondo illustra le condizioni economiche dell’offerta.
La Banca d’Italia distingue anche l’Indicatore dei costi complessivi, o ICC, che rappresenta una stima costruita su profili standard di utilizzo. È utile per confrontare offerte, ma può differire dal costo personale effettivo.
Una volta raccolti i dati, conviene suddividere le spese in quattro gruppi: mantenimento del rapporto, carte e servizi associati, operazioni correnti e operazioni occasionali.
Il calcolo di base è:
Costo annuo totale = spese fisse annue + commissioni variabili annue + imposte applicabili.
Se alcuni addebiti comprendono già l’imposta di bollo, questa non deve essere conteggiata una seconda volta.
Esempio ipotetico: ricostruire una spesa bancaria annuale
Un correntista sostiene 24 euro di canone, 30 euro per una carta, 18 euro di commissioni sui bonifici e 12 euro per prelievi presso altri sportelli. Il totale è 84 euro, prima di eventuali imposte o altre spese non considerate.
Se un’altra offerta mantiene invariati i servizi necessari ma elimina i 18 euro dei bonifici e i 12 euro dei prelievi, il risparmio potenziale è di 30 euro annui, purché non introduca altri costi.
Le spese meno evidenti meritano un controllo separato: conversioni in valuta, operazioni estere, notifiche a pagamento, comunicazioni cartacee ed eventuali oneri connessi allo sconfinamento.
Checklist per conoscere il costo annuale del tuo conto
- Scarica il Riepilogo delle spese relativo all’ultimo anno disponibile: conserva un documento con il totale effettivo.
- Individua canoni, carte e servizi ricorrenti: prepara una tabella con l’importo annualizzato di ciascuna voce.
- Conta bonifici, prelievi e operazioni a pagamento: crea un elenco con frequenza e costo unitario.
- Verifica le spese occasionali, le imposte e le eventuali duplicazioni: produci un totale annuo riconciliato con gli addebiti.
- Applica lo stesso profilo operativo ad almeno un’offerta alternativa: ottieni due totali annui direttamente confrontabili.
Questa ricostruzione permette anche di capire quali spese derivano dalla struttura del conto e quali potrebbero diminuire modificando il modo di effettuare le operazioni.
Commissioni a consumo o pacchetto incluso: quale conviene se fai molte operazioni?
Un conto a consumo conviene quando le operazioni a pagamento sono poche o hanno tariffe unitarie contenute. Un conto a pacchetto può risultare più economico quando il canone include servizi utilizzati frequentemente. Il numero complessivo delle operazioni non basta: bisogna verificare quali sono comprese, quanto costano quelle escluse e cosa accade quando si superano i limiti contrattuali.
I due modelli distribuiscono diversamente le spese.
Nel conto a consumo, il costo cresce in funzione delle operazioni effettivamente tariffate. Nel conto a pacchetto, una parte del costo è predeterminata, ma possono rimanere commissioni aggiuntive.
| Criterio | Conto a consumo | Conto a pacchetto |
|---|---|---|
| Struttura del costo | Commissioni legate alle operazioni | Canone con servizi inclusi |
| Poche operazioni a pagamento | Potenzialmente conveniente | Canone eventualmente poco sfruttato |
| Molte operazioni comprese nell’offerta | Possibile accumulo di commissioni | Maggiore prevedibilità della spesa |
| Operazioni particolari | Tariffe specifiche da verificare | Possibili esclusioni dal pacchetto |
| Superamento dei limiti | Tariffazione secondo il contratto | Eventuali commissioni aggiuntive |
Per individuare il punto di pareggio si possono confrontare i costi delle operazioni previste con il canone del pacchetto e gli eventuali extra.
Esempio ipotetico: quando il pacchetto diventa conveniente
Si confrontano un conto a consumo senza canone, con commissione di 1,50 euro per ogni operazione considerata, e un pacchetto da 6 euro mensili che comprende quelle stesse operazioni senza limiti.
Il punto di pareggio è quattro operazioni al mese: entrambi costano 6 euro. Con sei operazioni, il conto a consumo costa 9 euro mensili, mentre il pacchetto rimane a 6 euro. Il risultato vale soltanto per le operazioni comprese nell’esempio.
Una precisazione è decisiva: un correntista potrebbe effettuare molti pagamenti con carta gratuiti e soltanto un bonifico a pagamento al mese. In questo caso, il numero elevato di movimenti non giustificherebbe automaticamente un pacchetto costoso.
Al contrario, chi ricorre frequentemente a servizi di filiale o operazioni particolari potrebbe beneficiare di un pacchetto che le includa espressamente.
Il confronto va aggiornato quando cambiano le abitudini: un trasferimento all’estero, un nuovo lavoro o l’utilizzo più frequente del contante possono modificare la convenienza.
Il modello migliore non è quello con più servizi dichiarati, ma quello che fa pagare meno i servizi realmente necessari, comprese le eventuali eccezioni.
Quali commissioni controllare prima di fare un bonifico urgente o un prelievo particolare?
Prima di un bonifico urgente o di un prelievo non abituale bisogna controllare la tariffa applicata al canale utilizzato, la valuta, l’eventuale banca intermediaria e i possibili costi aggiuntivi. Per i bonifici è fondamentale distinguere operazioni ordinarie, istantanee ed extra-SEPA. Per i prelievi bisogna considerare la banca proprietaria dello sportello e l’eventuale conversione valutaria.
La prima verifica riguarda il tipo di trasferimento.
- Bonifico SEPA ordinario: può essere gratuito online oppure soggetto a commissioni secondo il contratto.
- Bonifico SEPA istantaneo: consente di trasferire i fondi rapidamente; il costo non può superare quello del bonifico ordinario comparabile secondo le regole europee applicabili.
- Bonifico urgente tradizionale: può prevedere condizioni specifiche quando il servizio è distinto dal bonifico istantaneo.
- Bonifico extra-SEPA: può comportare commissioni di invio, conversione valutaria e oneri di intermediari, secondo le caratteristiche dell’operazione.
La distinzione tra bonifico urgente e istantaneo è importante. Non è corretto presumere che il trasferimento istantaneo comporti sempre un sovrapprezzo.
La scheda della Banca d’Italia sui bonifici istantanei chiarisce che il costo non può essere superiore a quello del bonifico tradizionale comparabile. Il trasferimento avviene in meno di dieci secondi, è disponibile continuativamente ed è irrevocabile una volta disposto.
Per questa ragione occorre controllare attentamente beneficiario, IBAN e importo prima della conferma, anche quando l’applicazione bancaria prevede una verifica della corrispondenza tra nome e IBAN.
Per i prelievi, la commissione può dipendere dalla rete utilizzata. Alcune offerte prevedono prelievi gratuiti presso gli ATM della propria banca e commissioni presso altri istituti. Altre introducono soglie minime di importo o limiti al numero di operazioni incluse.
All’estero, specialmente fuori dall’area euro, il costo può comprendere più componenti: commissione fissa per prelievo, maggiorazione percentuale sul valore dell’operazione, conversione valutaria ed eventuale tariffa applicata dal gestore dell’ATM.
Queste componenti non si applicano necessariamente tutte, ma devono essere verificate separatamente.
Quando il terminale propone di convertire direttamente la somma nella valuta del proprio conto, è opportuno confrontare il tasso offerto con quello che sarebbe applicato dalla propria banca o dal circuito. La conversione proposta dall’ATM non è automaticamente più conveniente.
Prima dell’operazione, le condizioni contrattuali e informative permettono di identificare le tariffe note. Eventuali costi comunicati dal gestore dello sportello o da soggetti terzi devono essere controllati anche durante la procedura, prima di confermare.
Le operazioni occasionali possono incidere in modo rilevante sul costo annuale, soprattutto se comportano importi elevati o più componenti tariffarie. Anche una spesa rara merita quindi attenzione.
Quando le commissioni bancarie diventano abbastanza alte da valutare un cambio banca?
Conviene valutare un cambio banca quando le commissioni annuali risultano stabilmente superiori a quelle di offerte alternative capaci di fornire i servizi necessari. Non esiste una soglia universale valida per tutti: la convenienza dipende dal risparmio netto ottenibile, dalle abitudini operative, dalla qualità dei servizi e dagli eventuali rapporti finanziari collegati.
Il primo criterio è il confronto tra costi complessivi.
Se un conto costa 120 euro l’anno e un’alternativa equivalente ne costa 60, il risparmio potenziale è di 60 euro annui. Si tratta di un esempio ipotetico, non di una soglia raccomandata.
La decisione deve però considerare anche elementi non direttamente quantificabili: disponibilità di filiali, assistenza, affidabilità dell’applicazione, servizi per esigenze particolari e condizioni dei prodotti collegati.
La presenza di un finanziamento, di una carta di credito o di altri rapporti contrattuali richiede una verifica specifica. La portabilità del conto non significa che ogni prodotto associato venga automaticamente trasferito mantenendo le condizioni precedenti.
In Italia, la procedura di portabilità consente ai consumatori di trasferire determinati servizi di pagamento e il saldo disponibile presso un altro intermediario alle condizioni previste.
La spiegazione della Banca d’Italia sulla portabilità del conto indica che la richiesta si presenta al nuovo intermediario e che il trasferimento deve essere completato entro 12 giorni lavorativi dalla richiesta completa, nell’ambito della procedura applicabile.
12 giorni lavorativi
Termine previsto per completare la procedura di portabilità dei servizi di pagamento dei consumatori, alle condizioni stabilite dalla normativa. Non equivale a una garanzia generale sui tempi di ogni chiusura bancaria.
Banca d’Italia, informazioni istituzionali sulla portabilità del conto.
La portabilità è gratuita per i consumatori che soddisfano i requisiti previsti. Il vecchio conto, tuttavia, non viene necessariamente chiuso in automatico: bisogna richiederne espressamente la chiusura, se desiderata.
Alcuni addebiti, tra cui quelli collegati a determinate carte di credito o al servizio Telepass, possono richiedere procedure specifiche. Anche gli accrediti INPS devono essere gestiti con attenzione perché non rientrano nella normale portabilità descritta dalla Banca d’Italia.
Prima di interrompere il vecchio rapporto è quindi prudente verificare che stipendio, utenze, pagamenti periodici e servizi non trasferibili automaticamente siano correttamente instradati.
È opportuno anche controllare eventuali operazioni pendenti, saldo residuo e condizioni dei servizi che continueranno a essere utilizzati.
Un trasferimento ben pianificato deve produrre un vantaggio misurabile senza introdurre problemi nella gestione quotidiana. Prima di cambiare banca può essere utile verificare se una diversa offerta presso l’istituto attuale permetta già di ridurre le spese.
Come stimare quanto risparmi ogni mese con bonifici e pagamenti senza commissioni?
Il risparmio mensile si stima contando le operazioni attualmente a pagamento, moltiplicandole per le rispettive commissioni e confrontando il risultato con un’offerta che le include gratuitamente. La differenza rappresenta il risparmio lordo sulle operazioni. Per conoscere il vantaggio effettivo bisogna sottrarre gli eventuali maggiori canoni e costi accessori del nuovo conto.
Il primo passaggio consiste nel distinguere le operazioni gratuite da quelle effettivamente tariffate.
Un conto può prevedere bonifici online senza commissioni ma mantenere a pagamento i bonifici allo sportello. Analogamente, i pagamenti con carta possono essere gratuiti per il correntista senza che lo siano necessariamente i servizi aggiuntivi associati alla carta.
Un metodo semplice prevede tre calcoli:
- Determinare il numero medio mensile di ogni operazione a pagamento.
- Moltiplicarlo per la relativa commissione e sommare i risultati.
- Confrontare il totale con le commissioni e i costi fissi dell’offerta alternativa.
Esempio ipotetico: il risparmio sulle operazioni gratuite
Un correntista effettua otto bonifici al mese, pagando 1 euro per ciascuno, e due prelievi presso altri istituti, con commissione di 2 euro ciascuno.
Spende quindi 8 euro per i bonifici e 4 euro per i prelievi: 12 euro mensili, equivalenti a 144 euro annui.
Se un nuovo conto include entrambe le operazioni senza commissioni ma prevede un canone di 5 euro al mese, il risparmio netto rispetto a queste sole voci è di 7 euro mensili, ossia 84 euro annui.
L’esempio funziona soltanto a parità delle altre condizioni economiche. Se il nuovo conto prevede una carta più costosa, notifiche a pagamento o altre commissioni, il vantaggio va ricalcolato.
È importante non considerare automaticamente a pagamento i bonifici istantanei. In base alle regole europee applicabili, il loro costo non può superare quello dei bonifici ordinari comparabili: se questi ultimi sono gratuiti, anche gli istantanei comparabili devono rispettare tale limite tariffario.
Diverso è il caso dei servizi non compresi nella stessa categoria, come alcune operazioni allo sportello e i trasferimenti internazionali extra-SEPA.
Il calcolo va inoltre aggiornato quando termina una promozione, cambia il canone oppure vengono modificate le condizioni contrattuali.
La riduzione delle commissioni può essere significativa per alcuni profili, ma il beneficio deve sempre essere confrontato con l’intero costo del rapporto.
Come calcolare il costo fisso annuale di un conto includendo carte e servizi associati?
Il costo fisso annuale di un conto si calcola sommando il canone di tenuta, i canoni delle carte, gli eventuali abbonamenti ai servizi accessori e le imposte applicabili. Ogni voce va convertita su base annua, verificando periodicità, esenzioni e condizioni promozionali. Il risultato indica quanto costa mantenere il rapporto anche senza effettuare operazioni tariffate.
La formula è:
Costi fissi annui = canone conto + canoni carte + servizi periodici + imposte dovute.
Il valore deve comprendere soltanto le voci effettivamente applicabili e non già incluse in un altro canone.
Per esempio, alcuni conti comprendono la carta di debito nel pacchetto, mentre altri applicano un corrispettivo separato. Una carta di credito può avere un proprio canone o prevedere agevolazioni subordinate a determinate condizioni.
Analogamente, notifiche, servizi di assistenza, protezioni opzionali e comunicazioni cartacee possono generare costi ricorrenti.
Non tutti questi servizi sono obbligatori. Occorre distinguere ciò che è necessario per mantenere il conto dalle prestazioni facoltative che il cliente ha sottoscritto.
Per confrontare correttamente i costi, conviene registrare ogni voce nel seguente schema.
| Voce | Dato da controllare | Calcolo annuale |
|---|---|---|
| Canone del conto | Importo e periodicità | Canone mensile × 12, se mensile |
| Carta di debito | Inclusione o canone separato | Somma degli importi annui dovuti |
| Carta di credito | Canone e condizioni di esenzione | Importo annuo effettivamente applicabile |
| Servizi accessori | Abbonamenti, notifiche, assistenza | Somma dei costi ricorrenti |
| Imposta di bollo | Regime fiscale e giacenza media | Importo dovuto secondo le condizioni applicabili |
Un elemento importante per i conti correnti delle persone fisiche in Italia è l’imposta di bollo.
La Banca d’Italia, nell’articolo sul risparmio nei costi del conto pubblicato il 25 gennaio 2024, indica un’imposta di 34,20 euro annui e l’esenzione quando la giacenza media rimane sotto 5.000 euro, secondo il regime applicabile.
34,20 € annui
Importo ordinario dell’imposta di bollo indicato dalla Banca d’Italia per i conti correnti delle persone fisiche, con esenzione legata alla soglia di giacenza media prevista. La disciplina e le eventuali esenzioni devono essere verificate per il rapporto considerato.
Banca d’Italia, articolo del 25 gennaio 2024 sul risparmio nei costi del conto corrente.
L’imposta non deve essere confusa con una commissione trattenuta dalla banca per remunerare un servizio. È un onere fiscale, da considerare separatamente.
Occorre inoltre verificare se la banca se ne faccia carico nell’ambito dell’offerta e se siano rispettate le eventuali condizioni previste.
Il controllo finale consiste nel confrontare il costo fisso teorico, calcolato dal contratto, con gli addebiti effettivi registrati durante l’anno. Differenze inattese possono dipendere da servizi aggiuntivi, agevolazioni decadute o modifiche delle condizioni.
Questa distinzione permette di capire quanto si paga semplicemente per mantenere attivo il rapporto e quanto, invece, dipende dall’utilizzo quotidiano.
Da ricordare prima di confrontare i conti
- Il canone dichiarato non coincide necessariamente con la spesa complessiva necessaria per mantenere il rapporto.
- Le commissioni occasionali e i servizi accessori vanno valutati insieme ai costi ricorrenti.
- Il confronto più utile applica le condizioni di ogni offerta allo stesso profilo personale di utilizzo annuale.
Spese di mantenimento del conto: come capire quanto costa davvero tenere aperto il rapporto?
Per conoscere il costo effettivo di mantenimento di un conto corrente bisogna considerare tutte le spese necessarie a conservarlo e utilizzarlo secondo le proprie esigenze. Il canone è soltanto una componente: carte, servizi accessori, commissioni operative e imposte possono incidere sul totale. Il Riepilogo annuale delle spese consente di verificare quanto è stato realmente pagato.
La distinzione più utile è tra costo strutturale e costo comportamentale.
Il costo strutturale deriva dalle condizioni economiche del rapporto: canone, carte, abbonamenti e altre prestazioni ricorrenti. Il costo comportamentale dipende invece dalle operazioni effettuate, dai canali utilizzati e dai servizi richiesti occasionalmente.
Per questo due clienti con lo stesso conto possono sostenere spese annuali differenti.
Un correntista che utilizza esclusivamente bonifici online inclusi nell’offerta potrebbe pagare quasi soltanto i costi ricorrenti. Un altro, con lo stesso contratto, potrebbe sostenere commissioni aggiuntive per prelievi fuori rete, operazioni in filiale e trasferimenti in valuta.
Anche le condizioni personali incidono. Alcuni conti prevedono agevolazioni per fasce di età, accredito periodico dello stipendio o rispetto di determinati requisiti economici. Se tali requisiti non sono più soddisfatti, il costo può cambiare.
Per valutare il rapporto in maniera completa è opportuno utilizzare tre indicatori:
- Spesa annuale effettiva: somma degli importi addebitati per servizi e operazioni, considerando separatamente le imposte.
- Spesa annuale prevista: costo stimato applicando le condizioni attuali alle operazioni che si prevede di effettuare nei prossimi dodici mesi.
- Differenza rispetto alle alternative: risparmio o maggior costo risultante dall’applicazione dello stesso profilo operativo a un altro conto.
Il primo indicatore descrive il passato, il secondo aiuta a pianificare e il terzo supporta la scelta.
L’ICC pubblicato nei documenti informativi offre un ulteriore riferimento standardizzato per il confronto, ma non sostituisce il calcolo personale. Le sue ipotesi operative possono essere diverse da quelle effettive del correntista.
Quando si esamina una nuova offerta, è quindi opportuno controllare non soltanto il valore dell’ICC, ma anche le operazioni incluse, il prezzo delle eccedenze e le eventuali condizioni temporanee.
Una banca con canone più alto può risultare conveniente se comprende servizi altrimenti costosi. Un conto senza canone può essere preferibile quando le operazioni abituali sono già gratuite. Nessuna delle due situazioni rappresenta una regola generale.
Il passo più concreto è recuperare il proprio Riepilogo delle spese, annotare le operazioni abituali e calcolare il costo previsto di una o due alternative. Solo così il confronto tra conti passa dalla promessa commerciale a una decisione basata su importi verificabili.
Il Documento informativo sulle spese e il Riepilogo delle spese sono la stessa cosa?
No. Il Documento informativo sulle spese presenta le principali tariffe del conto secondo uno schema standardizzato ed è utile prima della sottoscrizione e nel confronto tra offerte. Il Riepilogo delle spese presenta invece i costi effettivamente sostenuti durante il periodo considerato. Per valutare un cambio banca è utile consultarli entrambi.
Il canone di un conto corrente comprende sempre il costo delle carte?
No. L’inclusione delle carte dipende dal contratto. La carta di debito può essere compresa nel canone, mentre una carta di credito o una carta aggiuntiva può avere condizioni economiche separate. Bisogna verificare anche eventuali requisiti per ottenere l’esenzione dal canone della carta.
I bonifici istantanei possono costare più di quelli ordinari?
Secondo le regole europee applicabili, il costo di un bonifico istantaneo non può superare quello di un bonifico ordinario comparabile. Questo non significa che tutti i bonifici siano gratuiti: il prezzo dipende dalle condizioni previste per il servizio ordinario corrispondente.
Si pagano commissioni anche quando il conto rimane inutilizzato?
È possibile. L’assenza di movimenti non elimina automaticamente canoni periodici, servizi accessori sottoscritti o imposte dovute. Per conoscere il costo di un conto inattivo occorre verificare i costi fissi previsti dal contratto e le condizioni applicabili.
Chiudere il vecchio conto è automatico quando si richiede la portabilità?
No. La procedura di portabilità permette di trasferire determinati servizi di pagamento e, se richiesto, il saldo disponibile. La chiusura del vecchio conto deve essere espressamente richiesta. Alcuni servizi collegati e determinati accrediti possono inoltre richiedere adempimenti specifici.